Bruxismo

Bruxismo

Disturbi motori nel sonno: il bruxismo

Nasce BruxApp un nuovo strumento diagnostico & terapeutico

Il Bruxismo è un fenomeno non ancora del tutto conosciuto, in questi ultimi anni, ha subito un notevole aumento d’incidenza nella popolazione mondiale; probabilmente, la causa di questo notevole aumento di pazienti bruxisti va ricercata nei cambiamenti degli stili di vita sempre più stressanti. Recentemente i media si sono occupati del problema definendolo “epidemia dilagante”

Il bruxismo si può manifestare sia durante la notte (del sonno) con una prevalenza del 7%, che durante il giorno (della veglia) con una prevalenza fino al 30%, sia negli adulti che nei bambini; questo significa che più di 11.000.000 di Italiani potrebbero esserne affetti!

Per “bruxismo” si intende essenzialmente una “parafunzione”, ovvero un comportamento più o meno involontario o compulsivo a seconda dei casi, caratterizzato da un’attività ripetitiva dei muscoli masticatori consistente nello stringere o digrignare i denti serrando e/o spingendo la mandibola. (Lobbezoo, 2016)

I dati sulla prevalenza del fenomeno bruxismo sono molto probabilmente approssimati per difetto perché il bruxismo non è costituito soltanto dal serramento o dal digrignamento dei denti; una manifestazione più subdola e pressoché sconosciuta, è il serramento mandibolare (in inglese Jaw Clenching o Bracing ) vale a dire, il mantenimento dei muscoli masticatori serrati in una posizione fissa senza alcun contatto dentale.

Il Serramento Mandibolare, può essere considerato uno dei “fenomeni emergenti del nuovo millennio” e può essere anche più dannoso rispetto al serramento o al digrignamento dei denti; l’aspetto negativo maggiore è rappresentato dal continuo sovraccarico delle strutture articolari (le articolazioni temporo-mandibolari) e muscolari (muscoli masticatori e della mimica).

Questo disturbo può manifestarsi durante la veglia o durante il sonno.

Le metodologie di diagnosi del bruxismo sono state per lungo tempo inefficienti, basandosi in larga parte sulla valutazione personale del medico curante. L’usura dei denti è una condizione necessaria, ma non decisiva per una diagnosi di bruxismo con metodi tradizionali. Esistono infatti altre condizioni che delineano un quadro patologico: ispessimento eccessivo (ipercheratosi) della mucosa orale, ipertrofia dei muscoli della mandibola, presenza di segni dei denti sulle guance (linea alba), sulle labbra e sulla lingua, presenza di fratture dentali, dolore persistente dell’articolazione temporomandibolare.

Negli ultimi anni però, grazie all’introduzione di misurazioni polisonnografiche (PSG, ossia il monitoraggio dei parametri fisiologici significativi durante il sonno), per il bruxismo notturno, ed elettromiografiche (EMG, ossia la misurazione dei parametri legati alle funzioni neuromuscolari), per il bruxismo diurno, si è stati in grado di elaborare una metodologia diagnostica molto più oggettiva con diagnosi certa strumentale.

Rimangono molto utilizzati anche questionari ed altri metodi di autovalutazione da parte del paziente; soprattutto particolarmente efficace per il bruxismo diurno si è dimostrata la tecnica dell’Ecological Momentary Assessment (EMA, letteralmente: “valutazione ecologica istantanea o del momento”), che consiste nella raccolta di dati in tempo reale.

La tecnica EMA è molto utile per la diagnosi del bruxismo diurno ovvero durante lo stato di veglia consente un report in tempo reale della condizione oggetto di studio (ad es., serramento mandibolare, contatto dentale, digrignamento).

Il concetto alla base delle varie strategie EMA proposte durante gli anni è che i soggetti possono registrare dati in riferimento alla variabile oggetto di studio (ad es., sintomi, sensazioni, comportamenti, percezioni) direttamente in tempo reale rispetto all’esperienza stessa.

Il progresso della tecnologia degli smartphones ha recentemente aperto una nuova era delle valutazioni EMA, facilitando così il disegno e l’esecuzione di ricerche in molti ambiti medici.

Sulla base di queste premesse, è stata ideata un’applicazione (BruxAPP) dedicata alla EMA del bruxismo della veglia e dei sintomi potenzialmente associati, denominata BruxApp.

BruxApp:

BruxApp è inoltre lo strumento utilizzato per il più grande studio di ricerca epidemiologica sulla prevalenza del bruxismo della veglia nel mondo è attualmente tradotta in 15 lingue.

Come funziona BruxApp:

L’utilizzatore riceve vari allarmi (alerts) ad una frequenza random durante il giorno, e deve rispondere in merito alla attuale presenza/assenza di otto possibili condizioni:

Serramento dei denti

Contatto dentale;

Tensione o contrazione muscolare

Digrignamento dei denti

Presenza di dolore di origine dentale

Indolenzimento dei denti

Dolore durante

I movimenti mandibolari

Difficoltà ad aprire la bocca.

BruxApp è costituita da due versioni, entrambe dentro l’applicazione, che possono essere selezionate a seconda delle necessità del paziente o le indicazioni dell’odontoiatra

  • BruxAppBasic
  • BruxAppAdvcend

BruxAppBasic:

Rappresenta la versione più pratica da usare in quanto non è necessario interagire con il telefono tutte le volte che arriva l’Alert.

È quindi più semplice da usare ma meno precisa nella raccolta dati rispetto alla versione Advanced

Questa versione è utile per:

✓ fare una prima diagnosi per capire se il paziente soffre o meno di Bruxismo.

✓ per la rieducazione quando è ormai chiaro che il paziente soffre di Bruxismo ed ha bisogno di un “addestramento” continuo per rieducarlo alla posizione mandibolare di riposo

BruxAppBasic consente un’ampia libertà di movimento, perché non è necessario digitare alcun tasto e quindi è indicata per chi è impossibilitato, per varie ragioni, ad interagire manualmente con lo smartphone, come per esempio un meccanico, un autista, ecc.

L’unica interazione, molto importante, viene eseguita alla sera quando il paziente deve compilare un Report (una specie di diario), nel quale registra gli accadimenti della giornata.

BruxAppAdvanced

Rappresenta la versione più completa ed interattiva, meno pratica ma più precisa; è utile per fare una buona diagnosi, per capire quale rilevanza ha il disturbo e quale è il suo andamento.

BruxAppAdvanced richiede un maggior impegno perché, in conseguenza di ogni Alert, occorre digitare alcuni tasti; in questo modo, si memorizzano tutte le informazioni senza errori, elaborando i dati in modo completo ed efficace.

Questa versione è ideale per colore che, durante la giornata, possono interagire con lo smartphone digitando i tasti che appariranno sullo schermo; in caso contrario si può decidere di utilizzarla al di fuori dell’orario di lavoro oppure ricorrere alla versione Basic

Si può utilizzare questa versione per:

✓ fare una diagnosi più precisa, magari insieme all’odontoiatra specialista.

✓ affrontare seriamente la gestione e risoluzione del disturbo.

✓ controllare le aree di dolore facciale

✓ controllare nel tempo l’andamento del problema nel caso in cui si sia già certi di soffrire di bruxismo.

BruxAPP ha lo scopo di informare, prevenire, educare e rieducare

BruxApp consente di “educare” il paziente tramite una corretta informazione sul disturbo e di “rieducarlo” a perdere l’habitus parafunzionale caratteristico del bruxismo. Ciò è possibile perché BruxApp attiva la sua “consapevolezza” del momento presente, tramite gli Alert, che sono uno strumento di focalizzazione dell’attenzione verso l’area della sua bocca.
Questo importante momento viene definito nelle scienze psicologiche, “valutazione ecologica del momento” (EMA) ed è un dato diagnostico fondamentale.